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CORONAVIRUS-COVID19: VADEMECUM MF TRIVENETO PER AVVOCATI - PRECAUZIONI SANITARIE E "SMART WORKING"

Nordest, 15 marzo 2020. Per consentire a tutti i colleghi di avere un quadro sintetico delle "buone prassi sanitarie" in tempo di Coronavirus, nonché indicazioni per svolgere la professione anche fuori da studio (c.d. smart working), il Coordinamento del Triveneto del Movimento Forense mette a disposizione di tutti un breve vademecum illustrativo.

Si ringraziano le colleghe Antonella Fort, Sara Giordani e Eva Vigato per aver curato il nostro opuscolo

Sperando di fare cosa utile.

Il Coordinamento Triveneto MF

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Prassi sanitarie per gli Avvocati

ai fini del contenimento del contagio da CoronaVirus

Care Colleghe e cari Colleghi,

in questo momento così difficile per noi e le nostre famiglie, il ruolo che rappresentiamo ci impone di dare l'esempio a clienti, amici, famigliari e terzi.

Non vi è dubbio che, proprio per la professione che svolgiamo, tutti noi saremo attenti e rispettosi delle normative e delle indicazioni delle istituzioni.

Ove vi fossero dubbi, vista la mole di informazioni e di notizie che vengono diffuse in questi giorni, ci è sembrata cosa utile, per fugare ogni dubbio riportare qualche chiarimento in ordine alle linee sanitarie in vigore, nonché qualche indicazione utile per la nostra professione.

Non c'è dubbio che uniti ce la faremo a superare questi momenti.

Grazie a tutti.

PREVENZIONE SANITARIA

1. Qual è la definizione di contatto stretto? (fonte ECDC, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, https://www.ecdc.europa.eu/en)

- una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;

- una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);

- una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);

- una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;

- una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri.

Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

2. Come mi devo comportare se rientro nei “contatti stretti”?

Sulla base delle Ordinanze ministeriali, le Autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso probabile o confermato la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni.

3. Cosa posso fare per proteggermi?

Mantieniti informato sulla diffusione dell’epidemia, disponibile sul sito dell'OMS e sul sito del ministero e adotta le seguenti misure di protezione personale:

- restare a casa, uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità (violazione: art. 650 c.p., salvo che il fatto costituisca più grave reato).Ove richiesto, queste esigenze vanno attestate mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia o scaricati da Internet. Una falsa dichiarazione è un reato (art. 495 c.p.). Leggi la direttiva del Ministro dell'Interno ai Prefetti e scarica il modulo di autocertificazione;

- lavarsi spesso le mani;

- evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;

- evitare abbracci e strette di mano;

- mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;

- igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);

- evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;

- non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

- coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;

- non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;

- pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;

- usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate. 

Se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e sospetti di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19, ovvero se hai avuto notizia di persone risultate positive con cui sei entrato in contatto:

- rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde regionale, ed utilizza i numeri di emergenza 112/118 soltanto se strettamente necessario.

Ove avessi dubbi sui comportamenti da tenere, ti invitiamo a leggere le FAQ predisposte dal Governo, e ad evitare assolutamente di prestare attenzione a informazioni non ufficiali.


LA PROFESSIONE NON SI FERMA

4. Come posso lavorare da casa?

Oggi, con gli strumenti moderni, la nostra professione non si ferma per l'impossibilità temporanea di andare presso il nostro studio legale.

I personal computer, le connessioni internet e gli strumenti digitali ci consentono di lavorare anche da casa, secondo le regole del c.d. smart working.

Per dare qualche indicazione su come continuare a lavorare “ai tempi del CoronaVirus”, si possono seguire le indicazioni di cui ai link qui di seguito.

https://www.altalex.com/documents/news/2020/03/13/coronavirus-lo-studio-legale-nonsiferma

http://www.salvisjuribus.it/avvocati-v-s-coronavirus-la-soluzione-ce-e-si-chiama-smart-working/

Sperando di aver fatto cosa utile.

A cura di

Avv. Antonella Fort

Avv. Sara Giordani

Avv. Eva Vigato

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CLICCATE SUL LINK PER SCARICARE IL VADEMECUM


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